(dialogo di un ventiduenne) – “Ciao mamma? hai da fare?”

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(dialogo di un ventiduenne) – “Ciao mamma? hai da fare?”

“Anche oggi Ale si è comportato come un vigliacco. Davanti a tutti gli impegni che abbiamo c’è sempre una scusa e ci mette pure la ragazza.
Dovevamo portare oggi pomeriggio gli inviti per la serata al tipografo e lui bello tranquillo mi dice che non può, deve andare a litigare per l’ennesima volta da lei. Ma io dico? non fa un tubo tutto il giorno, non lavora, non studia, non fa una mazza insomma? troviamo la musica che ci mette in simbiosi, lui è bravo tra l’altro, i piatti se li suona bene? molto meglio di me.

Ho creduto che questa cosa gli avrebbe rifatto mettere la testa a posto. Credere in quest’impegno. Lui lo sapeva che io potevo seguirlo solo in parte e mi ha lasciato pensare che ce l’avrebbe messa tutta? per l’ennesima volta mi ha tradito. Ma come devo fare, mamma? Lo conosco ormai da quattordici anni, in prima elementare era strano, si separano i suoi impazzisce. Ok. Gli sto vicino. Lo assecondo. Cerco di apprezzare i suoi lati buoni (ma ne ha poi? È un opportunista, uno svogliato?) e continuo a stargli vicino, allungo i soldi quando gli servono, soldi che non tornano, se non dopo due anni di preghiere e di sollecitazioni, che tornano in parte.
Oggi la discussione è trascesa. M’ha mollato così. Non suoniamo più allora? Non facciamo più la serata? Mi chiede la cuffia chi la tiene? ti rendi conto mamma? La sua preoccupazione è la cuffia? avevi proprio ragione nel dirmi di non fare acquisti in comune con lui, meno male che è stata solo quella. Ma me la tengo, la cuffia. Ripaga quella rimanenza che mi doveva? sto fattone? tromba e fuma, questo è il suo unico pensiero.
Ma io voglio suonare.
Che periodo. Domenica mi lasciano a casa da lavoro, la prendo con filosofia. Oggi Ale fa l’idiota? ma questa non passa.

Meno male che ci sono i nonni, mamma.

Sai? da quando il papà di Lele se n’è andato vedo il mondo in un modo diverso. Ho iniziato a pensare alla possibilità di perdere i nonni. Sto già male. Li amo come se fossero i miei genitori. Voglio stargli più vicino. Mi sono reso conto che ora mi piace di più. Mi piace sentire i loro discorsi, farmi coccolare da loro? meno male che ci sono i nonni?

Mamma scusa. Avevo bisogno di sfogarmi.
Senti mi stamperesti il curriculum i bianco e nero? Domani mi metto al fax e ne mando via una valanga. Spero di trovare ancora in un call center o qualcosa di simile, non vorrei tornare a fare l’operaio, devo finire la scuola e so che altrimenti mollerei.
Mamma ci vediamo stasera?
Grazie mamma.

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