Scusi? Potrebbe tenere i suoi tentacoli adesi al suo corpicino?

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Scusi? Potrebbe tenere i suoi tentacoli adesi al suo corpicino?

Prossemica: la sfera dell’intimità è data dalla distanza di un braccio teso!

Il signor Edward Hall, antropologo americano, negli anni ‘60 ha coniato questa nuova terminologia ed elaborato una nuova disciplina. La prossemica si occupa del modo in cui l’uomo usa lo spazio intorno a sé, di come reagisce ad esso, e di come, usandolo, può comunicare certi messangi in linguaggio non verbale.
Delle quattro zone identificate (zona intima, personale, sociale e pubblica) mi interessa particolarmente quella personale.
La zona personale si estende da 50 cm a poco più di 120 cm, cioè lo spazio corrispondente al nostro braccio disteso fino al limite di ciò che possiamo toccare e afferrare. Quando due conoscenti si incontrano per strada e si fermano a parlare, di solito, si tengono a questa distanza. (?)

Bene. Appurato quanto sopra ho fatto di questa definizione una mia logica personale da tantissimi anni.
L’ho ragionata. Anche se il mio braccio non arriva a 120 cm (anche perché li supero di poco io…) cerco comunque di mantenere fra me e il mondo “esterno” una distanza tale da non permettere il contatto fisico.
Snobbismo? No. Fastidio profondo. Se non conosco e se a pelle la persona che si trova di fronte a me non mi convince devo necessariamente mantenere una distanza tale da potermi permettere una sorta di fuga (immaginatevi come mi possa sentire su un mezzo pubblico).
Ma da cosa nasce il fastidio? Dall’espressione, dalla gestualità ma, molto spesso, dall’odore che percepisco. Mi sembra d’essere una sorta d’animaletto. Tutti i miei sensi si mettono all’erta. Le antenne sensoriali si allungano e le percezioni si sensibilizzano. A volte riesco a scoprire cose incredibili. Ma se tutto l’insieme sa “di buono” allora io stessa rompo la barriera e mi ritrovo ad invadere non solo la zona personale ma addirittura entro nella sfera della zona intima. Non capita spesso, lo ammetto. La situazione più eclatante è stata quando ho conosciuto Lele. Nel giro di pochissimo mi sono ritrovata dietro le sue spalle (lui era seduto e mi mostrava qualcosa) ad annusarlo e sfiorarlo, senza nemmeno rendermene conto.
Mi sono innamorata.

Ma non tutti rispettano la zona personale. Proprio domenica mattina mi sono ritrovata infastidita da una signora che, per passare fra me ed il mondo, ha strusciato le sue enormi tettone sul mio braccio facendomi barcollare. L’ho odiata.

Capita anche a voi? Ritenete eccessiva questa barriera difensiva?

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