Ieri ho ripreso la macchina, dopo tanto tempo, e sono uscita.
Non guidavo la Civic almeno da due mesi, il pancione sfregava contro il volante e, invece, con mio grandissimo piacere sono entrata con grande agilità nel posto guida.
Un’uscita molto semplice… ma che mi ha dato un senso di libertà inaspettato. Ho fatto qualcosa che molti mesi fa avrei considerato di una banalità incredibile: andare in giro da sola.
La solitudine, lo stare con me stessa, respirare l’aria senza condividerla con alcuno è qualcosa di meraviglioso.
Mi sono organizzata bene con la cucciola e sono riuscita a concedermi ben due orette tutte per me.

Oggi andare a fare la spesa, con mio figlio Willy, non mi ha dato la stessa sensazione… e mi sono ritrovata a pensare “mi piacerebbe andare a lavoro…” ma sono certa che il giorno che rincomincerò rimpiangerò questi momenti, questa sensazione di pace, questi ritmi morbidi e cadenzati da pappe, pannolini, bagnetti e profumo di bambina…

Sara è bellissima.
Sta crescendo davvero bene e, a parte una leggera irritazione da patelli, ha una pelle meravigliosa.
Unico neo è che sabato, dopo una discussione extra familiare, ho perso il latte… mi sto imbottendo di pastiglione omeopatiche e sto bevendo come un cammello nella vana speranza di ritornare a fare alternanza fra il mio latte e quello artificiale… ho notato che alimentare Sara con il solo latte artificiale le porta conseguenze poco piacevoli…

Mercoledì della scorsa settimana l’abbiamo portata alla prima visita pediatrica (ho avuto un mezzo infarto per il costo… trattandosi di un controllo previsto post-ricovero ero convinta fosse gratuita e invece ben 33 ricchissimi euri per 3 minuti – e non sto scherzando – di visita alla bambina…): in soli sei giorni, la creatura, ha messo su ben 150 grammi… ehehehehe mica pizzi e fichi ragazzi!

Sono un po’ amareggiata (solo un po’???) per diverse circostanze che hanno colpito il mio equilibrio emotivo… ed anche grazie a queste circostanze, e sicuramente grazie al post parto, mi sono trovata per parecchi giorni a vivere qualcosa che credevo non mi avrebbe sfiorata: la depressione post parto. Sola in casa, smarrita, con la bimba in religioso silenzio che riposava, seduta sul divano, scaruffata ed ancora in pigiama, mi guardavo tristemente addosso, pensavo alle varie sventure (…) che mi hanno colpita negli ultimi tempi e piangevo tutte le lacrime che avevo (e, se possibile, anche quelle di riserva). Solo prendere in braccio Sara, annusarla, accarezzarla, baciarla e guardarla mi ridava il sorriso… la mia piccola elfa o fatina… solo lei riesce a fare quella magia che davvero mi fa stare meglio.

Ora vado a bere come un cammello…

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