Da brava donnina ho proseguito i buoni propositi iniziati domenica, risistemazione biancheria e riordino generale della casa. Quindi anche ieri sera ho passato quasi tre ore dedita allo stiro ed alle macchinate. Ora, casa, comincia ad essere più bella.
Verso le undici sono andata a dare uno sguardo al mio ragazzino. Dormiva placidamente. Tv accesa. Letto ancora fatto. Luci tutte accese. Lo guardo con tenerezza e quasi meccanicamente comincio il rituale. Spengo la tv, le luci, sistemo le cose che ha lasciate in giro e lo chiamo per farlo andare sotto le lenzuola. Mi soffermo a guardarlo. È proprio cambiato nell’ultimo anno. Domattina inizierà una nuova epoca per lui. Ma anche per me. Ormai si parla di scuole superiori. Socchiudo la porta, in modo che la camera resti areata, e torno alle mie faccende. Per non pensare a questo cambiamento mi concentro sullo schermo della tv. Rassetto tutto e, verso mezzanotte, chiudo la lavanderia. Sono soddisfatta. Guardo lo stendibiancheria stracolmo di bucato che la brezza notturna agita delicatamente. Un profumo di detersivo e ammorbidente mi riempie i pensieri. Torno indietro negli anni e rivedo i miei figli bambini.
Willy corre per casa, sgambetta più che correre, ancora con il patello. Stenta a fare le curve e pare quasi non reggersi in piedi. Il ciuccio fa da stabilizzatore. Ha poco più di un anno ed è bello come il sole. Ecco il primo giorno d’asilo e poi di scuola. La sua bellezza è sempre più maschia. È sempre dolce. Accattivante. Buono come il pane. Svogliato come un gattino. Mantiene la sua aria infantile fino ai dodici anni circa e poi comincia la trasformazione. La voce. I capelli. Il modo di parlare. Fino ad arrivare ad oggi. Quattordicenne, pigro, amabile, sempre sorridente. Un po’ polemico ma decisamente simpatico. Così sconclusionato nei suoi discorsi da mettere ilarità nella mente ogni volta che lo ascolti. Terribilmente consumistico, conosce gli spot televisivi a memoria. È un bravo ragazzo, malgrado il suo eterno disordine e la sua allergia all’acqua. Oggi è l’inizio. Ha preparato la sua nuova borsa, da adolescente. Diario da adolescente. Quaderni nuovi, astucci nuovi. Ma è sempre lui ed io non ho dormito sapendo che sarà un anno difficile. Un percorso scolastico complesso. Le scuole primarie sono state faticose e, malgrado le sue grandi doti, ne è uscito abbastanza di traverso. È così forte la mia preoccupazione per gli anni che verranno, per gli obiettivi che intende raggiungere che stanotte mi sono svegliata una decina di volte di soprassalto. I miei sogni imperneati su questo nuovo giorno. Ogni tanto andavo in camera sua, lo guardavo dormire e sorridevo chiedendomi se, uno svogliatone, si poteva trasformare in un ragazzo studioso.
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