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Fantasmi del passato.
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Il commercialista? Fustigazioni amare?

Ogni volta che chiama un sussulto. Cosa vorrà dirmi stavolta? Anticipazioni spietate al telefono ed inizia la giostra dei cattivi pensieri. Finalmente l’incontro ed i cattivi pensieri sono pessime premonizioni sul futuro, nemmeno tanto prossimo.
L’animo di chi si vive ogni giorno il proprio destino, dentro quattro mura, cercando di sbarcare il lunario, facendo il proprio dovere civile e morale, si intristisce, i pensieri cominciano a galoppare veloci cercando la soluzione migliore per non danneggiare i propri interessi e non contrapporsi alle leggi. Alla fine la soluzione è pagare. Pagare sempre. Tutto, arretrati compresi, arricchiti di interessi. E si va avanti.

Ma viene naturale chiedersi perché. Perché la nostra stupida Italietta sia arrivata a soffocare anche il piccolo imprenditore (imprenditore mi sembra quasi un eufemismo…), a ridurlo al convincimento che, forse, è meglio chiudere, sopraffacendolo di tasse e di nuove disposizioni retroattive. Perché facciamo parte di una civiltà in cui non è possibile vivere dignitosamente? Perché bisogna trovare degli escamotage “fuorilegge” per poter sbarcare il lunario? Perché il dipendente si ritrova a fine mese uno stipendio decurtato del 45% di voci che è davvero difficile comprendere? Perché oggi lo sconforto è così grande da desiderare di buttare via tutto e diventare una pedina in mano a gente senza scrupoli, appannandosi, appiattendosi e tirando la cinghia?

Un delirio… ed io non voglio e non posso cedere. Il commercialista pensa che… vabbè troveremo una soluzione. Studieremo, valuteremo, ci sarà pur una soluzione per poter vivere e lavorare facendo davvero ciò che è il massimo del nostro sogno, con dignità, con la soddisfazione di chiudere la porta della Scuola, la sera, e sapere d’aver fatto il massimo? Voglio continuare a sperare che ci saranno nuove porte aperte in futuro e potremo lasciare ai nostri figli qualcosa di concreto in cui credere.

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