L’incanto delle contrazioni. L’intestino a volte parla.

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L’incanto delle contrazioni. L’intestino a volte parla.

Un fine settimana così bello, tale da indurmi a pensare d’essere tornata indietro nel tempo. Ma è stato così bello che è andato oltre e non ho ricordi di tale piacere e serenità.
La giusta definizione della domenica, sarebbe stata, sicuramente, l’andare a giocare a biliardo.
Non poteva non essere così.
Il sabato sera si è concluso con lo smascellamento delle risate, la domenica mattina all’insegna della salute e dello sport, la domenica sera dopo un milan che oserei dire “tanto di onore a sceva” mancava solo il biliardo.
Eccoci pronti per la ricerca della sala più vicina a casa. Ma all’improvviso, mentre eravamo in auto, una smorfia di dolore mi adombra il viso. Comincio a rendermi conto. Sono dolori decisamente in crescita. Qualcosa di mai provato, il bisogno impellente. Inverosimile, è quasi peggio del mal di denti. Comincio a grattare sul finestrino come un leone in gabbia e piccoli urli rendono nota la mia situazione al grande pilota che si è poi rivelato il buon e paziente Lele.
È necessario, anzi fondamentale, ritornare sui nostri passi e raggiungere velocemente la nostra abitazione.
Provo con la respirazione. Niente. Il dolore è un’ossessione. La pressione interna mi sta devastando e credo che non ce la potrò mai fare a raggiungere la tanto agnognata liberazione. Piango quasi quando, sotto casa, Lele tentenna nel cercare le chiavi. L’ascensore è una tortura.
Comincio a spogliarmi già dal terzo piano ma la sensazione è incontenibile.
Mi fiondo in casa e mi dirigo, senza guardare nulla, verso il mio obiettivo.
Ormai non vedo più nulla, il dolore è all’apice… è come se un alieno mi divorasse.
Le viscere completamente terrorizzate dall’idea di dover prolungare ancora per qualche altro minuto la contrazione.
La libertà di sentirsi liberi.
Ma ce l’abbiamo fatta.
Dopo è come arrivare in paradiso.
La vista ritorna.
La calma mentale.
Ora so anch’io cos’è un attacco dagli inferi…

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