La vita ci riserva sempre delle cose nuove.
Pensando in questo modo ho portato avanti una parte enorme della stessa vita che oggi mi fa domandare il perchè delle mie debolezze.
Ieri ho pianto come una bambina di fronte alle accuse ingiuste di due colleghe che, fra le altre cose, mi hanno dato dell’arrivista. Io arrivista? Accidenti… ma l’arrivismo è ben altra cosa.
O l’ignoranza è così dilagante da non sapere più dare il giusto significato ed il peso alle parole che vengono utilizzate oppure il piacere di ferire chi ci sta davanti è salito almeno di dieci volte.
Ok, lo ammetto, nel contesto lavorativo sono sempre stata una persona umile e spesso sottomessa (anche per questo non mi spiego…) e di momenti in cui avrei potuto, effettivamente, fare la rrivista (…) ne ho avuti ma ho preferito declinarmi e rincominciare. E’ sempre stato uno stile non consono alla mia persona. Nasco e, forse, morirò per essere coordinata (malgrado la mia libertà di pensiero e d’azione) e schiacciata (malgrado il mio carattere caparbio e determinato) dal peso della “piramide aziendale”.
Non voglio sembrare patetica. Questo sia chiaro. Sono solo, come dire?, sofferente (e chiedo scusa a chi leggerà e, di fatto, soffre di un male che provoca davvero sofferenze fisiche ma il mio è un male interiore).
Come già detto più volte, il vissuto di ogni persona porta ad uno stile che spesso va a cozzare con il proprio modo di essere e di pensare.
Forse, e dico forse, sarei stata un’arrivista se non avessi avuto il mio bagaglio, che inesorabilmente mi segue ovunque, di vicissitudini, di umiliazioni e di privazioni.
Non dovrebbe ferirmi così tanto ma, poichè sono eccessivamente sensibile, ed in questo periodo (sto ancora uscendo dalla devastazione professionale che ho subito) le insicurezze alzano il mio livello di soglia alle emozioni al -5, non riesco a controllarmi e le lacrime scendono copiose. Il dolore e la vergogna mi gonfiano talmente tanto il cuore da farmi cancellare ogni pensiero, ogni concetto intelligente e le mie ragioni, che sono sempre maturate in seno a lunghi ragionamenti, interiori e con il mio unico e grandissimo amico, con confronti con colleghe, con letture d’apertura e quant’altro, vanno letteramente a farsi fottere.
Lo ammetto, vorrei vincermi e, in passato, ho creduto di aver superato certe cose. So che è anche il mio modo di pormi. Troppo amore verso gli altri. Troppa disponibilità. Troppa umanità nei rapporti. Troppa confidenza. Tutto questo diventa un’arma micidiale in mano a chi, senza alcuno scrupolo, di fatto, pensa solo ed esclusivamente in modo egoistico ed arrampicatore e chi mi ha mosso l’accusa di essere un’arrampicatrice ha proprio usato ed abusato della nostra confidenza.
Quando i rapporti d’ufficio si guastano l’unico modo è ritirarsi alla propria esistenza, non lasciando più posto per nessuno.
So già, quasi per certo, che succederà ancora e che ancora dovrò soffrire per qualcuno più debole ed inesperto di me, che sarà capace di suscitarmi moti d’affetto e generosità d’animo. Per il momento mi continuo a leccare le ferite e comincio ad arginare le nuove.

Per il resto?
Tutto bene grazie.

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2 Comments

  1. Marzia ha detto:

    Buona sera Cristina,
    sto vivendo anch’io una tragedia come la tua. Il tentativo di far del male, di allontanare la persona, di farle accuse, colleghe che gonfiano i tuoi presunti errori davanti al capo. Che strazio..all’iniziale sofferenza oggi ti posso dire che non posso e non voglio farmi smontare da una zitella incattivita e piena di boria. Mi ha colpito molto il tuo post perchè è speculare con le emozioni che si agitavano dentro di me: mi pareva d’averlo scritto io stessa, ma dopo una sana e costruttiva autocritica, ti dico che noi siamo splendide creature, dotate certamente di una corda in più, che quando vibra melodiosa, dà fastidio. Perdona lo sfogo su una situazione per te superata (spero) e grazie di avermi ospitata nel tuo blog.
    Buone cose
    Marzia

    • m. cristina usai ha detto:

      Ciao Marzia, per fortuna questo post è solo un vecchio ricordo che la memoria ha amabilmente superato e messo nel cassetto del dimenticatoio.
      Oggi, forse grazie anche a situazioni simili, posso vantarmi d’aver fatto passi da gigante. Le persone che mi hanno fatto star male stanno vivendo le loro “piccole” vite senza glorie ne infamie… io sono andata avanti per la mia strada con determinazione e grande forza raggiungendo equilibri ed obiettivi professionali davvero incredibili!
      Grazie per aver transitato da questo mio blog, così silenzioso e nascosto al mondo, e, soprattutto, per aver condiviso con me il tuo bellissimo pensiero!
      Auguro anche a te il meglio e ti assicuro che, guardando alla vita in modo gioioso ed appassionato, si raggiungono mete davvero incredibili!
      A presto 😀
      Cri

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