Piove, poco, sporca, grigia… l’odore non è certo quello di dieci giorni fa. Il traffico mi intasa anche i pensieri. Il grigio, qui, quando c’è grigio è davvero troppo grigio e sa di sporco, di polvere. Siamo tutti degli spazzacamini. Usciamo puliti dalle nostre case e ci troviamo dentro la canna fumaria di un camino, uscendo dalla nostra esistenza neri e puzzolenti. Ma anche questa è Milano. Assalita da fiocchetti che sembrano neve estiva, che riempiono come bambagia leggera la nostra esistenza e volano, si fermano nelle case, leggiadre e tante, orrendamente tante, a mazzi…

Questo fine settimana se n’è andato via senza lasciarmi grandi cose. Ne sensi di quiete ne eccessi di nulla. Sabato mattina, finalmente, siamo riusciti a trovare l’auto giusta per la nostra “famigliola” allargata a… ma sì vah, a tutti. Perchè no in fondo? Perchè pensare che all’interno di una famiglia ci debbano essere solo i figli? Ci sono anche le suocere, i suoceri, a volte i fratelli, i nipotini, naturalmente il nostro cane, il nostro gatto… numerosi eh?

Domenica Lele ha pagato le conseguenze di una bottigli di vino, fortemente tanninico, bevuto sabato sera. Sono quasi certa sia stato quello. Altrimenti erano i primi segni di una gravidanza isterica.

In ufficio le cose direi che cominciano ad andare meglio. Ho iniziato un corso di HTML e sono molto soddisfatta. L’interesse verso la mia professione è ripreso notevolmente. Meno ossessioni danno il via alla libera creatività, alla voglia di fare.

Presto andremo a Roma. E’ bello pensarci, programmarsi, iniziare a parlarne. Ho tantissima voglia di vedere Francesca, di riabbracciare Daria, di incontrare nuove e vecchie amicizie romane. In più, due fine settimana programmati ad Alba Adriatica. Accompagnamo i miei genitori e li andiamo a riprendere. Papà fa fatica a guidare così ho deciso di aiutarlo e li porto giù con la loro macchina. Mi sembra giusto. Loro sono felici ed io pure.

Insomma una vita fatta di piccole cose, di momenti. Difficili a volte da fermare e, quando capita, appaiono un resoconto banale e senza colore.

Stanotte faticavo a prendere sonno. Alle due, mi rigiravo nel letto ansiosa e con i pensieri in continuo movimento. Senza spiegazione ma so che la spiegazione c’è, purtroppo ho quasi paura a parlarne. Anzi non ne parlo, che è meglio.

 

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