Mettere una mano fuori dal piumone è dura. Sento che in camera l’aria è gelida. Ma forse lui ha dimenticato la finestra aperta. Socchiudo gli occhi, no, è ancora chiusa. Diamine. Devo per forza alzarmi. Ormai è ora di prepararsi per andare in ufficio ma vorrei fosse ancora domenica. Invece eccoci, è lunedì e si rincomincia. A stento apro la porta della camera e lascio passare Tosca. Mi fiondo in bagno e non riesco a capire questo freddo che accidenti possa essere. Ho paura a guardare fuori. Ritorno in camera e alzo la tapparella. Che diavolo? noooo la neve. Il balcone è addirittura ricoperto. Ma cos’è stato? Tutto ciò che è fuori è bianco in modo insolito. Controllo meglio e la neve è quasi farina. Nooo, odio la neve a Milano.

È tardi. Meglio affrettare il passo, fuori dal cancello tutte le auto nel parcheggio hanno cinque dita di leggerissima neve impalpabile da togliere. Non è esclusa nemmeno la mia. Un bel quarto d’ora per dare un aspetto dignitoso alla vettura e farla scaldare. Le mani sono tuttuno con la neve farinosa e i guanti ghiacciati.

La guida è piuttosto concentrata. Non voglio farmi altri regali. Niente telefonate, niente distrazioni. Il terreno è leggermente ghiacciato e, per precauzione, mantengo un’andatura elefantesca con distanze di sicurezza chilometriche. Un ragazzo mi guarda nervosamente, me ne sbatto.

Incredibilmente c’è posto giù in garage. Bhè meglio. Ogni tanto, piccoli colpi di fortuna mi danno la forza di cominciare la giornata con il piede giusto.
Striscio il badge, quattro minuti di ritardo. Tutto sommato è andata bene.

La giornata si trascina lenta. Mi ritrovo a guardare l’orologio ogni mezz’ora e tutto sembra scadenzato dalla mia noia. Il lavoro non manca ma è la carica che oggi proprio non c’è.

Ho bisogno di tornare a casa. Fra le mie cose. Con mio figlio Willy e il mio gatto. Ho voglia di preparare la cena. Ho voglia di leggere “Le case di Iszm” chè in due giorni ho superato la metà. Ho voglia di aspettare lui con il pigiamone con l’orsetto, per farlo ridere come un bambino e fargli fare la sua faccia che mi fa tanto sghignazzare e me lo rende, oltre che meraviglioso, estremamente simpatico come un grandissimo amico, quale solo lui è, può essere. Ho voglia di sentire l’odore della mia casa che mi piace tanto e, oggi più che mai, sa di buono e di pulito.

Peccato non potersi collegare da casa per un po’. Il pc è in fase di sistemazione.

Tra mezz’ora tutti i miei bisogni saranno realtà.

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