Locandine? Fatto.
Striscione? Fatto.
Flag? Fatti.
Storia del Centro, del M° Luigi Giudici, la Scuola oggi, i gadget in promozione? Fatto.
Furgone, facchini, allestimenti, foto, video, fiori, strumentazione, pass per lo staff, abiti, acqua, bicchieri, schede giurati, penne, supporti per scrivere? tutto fatto.
Posti riservati? Cielo! Siamo a venerdì sera e abbiamo ancora le liste da fare da passare a Daniela che si occuperà di coordinare gli altre tre personaggi che l’aiuteranno per gestire le persone che arriveranno: gli allievi da una parte, i giurati dall’altra, la gente che ha una sorta di priorità… e i nostri discorsi? quello di Lele è ok ma il mio? Ancora in alto mare.

Venerdì sera alle 23 cominciamo a lavorare per fare il punto di tutto e scrivere le ultime cose. Fino alle 4.30 di sabato mattina ancora svegli a ricapitolare, scrivere, provare. Alle 5 decidiamo di addormentarci pieni di paure e preoccupazioni. È un momento importantissimo, siamo costernati. Speriamo vada tutto bene.

Il teatro sarà a nostra disposizione solo dalle 14 in poi, dovremo alzarci molto presto per recuperare il furgone e ritirare la strumentazione che Percussion ci ha messo a disposizione, smontare la scuola e caricare il furgone di pianoforti, batteria, percussioni, casse, ampli, cavi, microfoni, mixer e quant’altro?

Lele alle 8 esce di casa per recuperare Colla, dall’altra parte di Milano ed andare a ritirare il furgone che ci è stato lasciato nei pressi di corso Lodi.

Io mi dedico alla messa a punto di tutto il materiale rimasto ancora qui a casa.

Alle 10,30 mi telefona serissimo: sono davanti al furgone, che è ancora carico, con il cingalese che lo guarda allibito perché non è riuscito a fare la consegna del mobile che c’è caricato su. Il furgone ha una ruota a terra e non sappiamo che fare.
Chiamo subito Luca, il tipo che ci ha affittato il furgone, e li faccio mettere in contatto. Il furgone è inutilizzabile occorre andarne a prendere un altro a Segrate. Altri 20 chilometri dalla parte opposta. Lele ritira il camioncino e mi chiama esasperato. “Cri, stò coso è una baracca. Per tenerlo in strada è necessario tenere lo sterzo completamente sotto a sinistra, il cambio è pericolosissimo.” Soprannomina rabbiosamente il camioncino “il merda” e inizia la giornata in ritardo sulla tabella di marcia di oltre un’ora. Poco prima di giungere a scuola si stacca il cambio e perde più di mezz’ora a risistemarlo per renderlo agibile. Mi chiede di anticipare un po’ i miei tempi, carico la mia macchina di tutto ciò che ho qui e vado a scuola per stampare il discorso e le liste, che mi sono salvata su un dischetto stanotte.

Mentre i ragazzi stanno smontando la scuola apro il floppy e… sorpresa, non c’è il mio discorso! Panico. Stanotte devo aver fatto qualche casotto (il mouse aveva degli strani trip), chiamo Fede, mio figlio grande, e gli chiedo di risalvare il discorso su un altro floppy e di portarmi la stampa provvisoria che avevo fatto stanotte. Alle 14.30 infatti ci raggiungerà con i miei, che hanno provveduto all’allestimento floreale, per iniziare in teatro il soundcheck.

Sono già le 13 e i facchini non si vedono. Ritelefono a Luca e chiedo come mai al cellulare di uno dei due facchini non risponda nessuno. Mi dice che i facchini si muovono con i mezzi pubblici e forse… incavolata nera resto attaccata al telefono per mezz’ora per poi capire che non avremo i facchini né sabato tantomeno domenica. Gravissima situazione. I ragazzi si guardano in faccia e, c’è poco da fare, se vogliamo fare il saggio ci rimbocchiamo tutti le maniche. Due piani senza ascensore per portare giù la strumentazione. Cerchiamo di dare una mano anche io e Willy e, finalmente, alle 14.30 il camion è pronto.

Fede è in ritardo ed io mi devo muovere dalla scuola. Lo chiamo e gli dico di ricordarsi la traccia scritta chè farò a meno di ristamparla. Se la stava dimenticando. I ragazzi vanno al teatro, per iniziare a scaricare. Daniela mi avvisa che sta arrivando. Tutto è frenetico.

Io e Willy andiamo a recuperare un tavolo e le 70 bottigliette d’acqua per allievi e giuria lasciate nella cantina della mamma di Lele. Federico mi chiama per sapere esattamente dove sia il teatro. Li raggiungiamo e stanno già scaricando la strumentazione. Per il facchinaggio si sono offerti i miei genitori, Fede e Daniela e stanno aiutando Lele e Colla quasi robotizzati. I miei se ne vanno ed inizia l’allestimento del palco della strumentazione, io mi muovo dietro le quinte per impiantare il pc per lo scrutino delle schede della giuria, gli abiti e sistemare tutto quello che ci servirà al momento (diplomi da consegnare, targhe, riconoscimento agli insegnanti, magliette…) e poi con Daniela mettiamo le locandine, gli story, i programmi, gli sponsor, prepariamo la sala. Willy si occupa della parte video e quindi predispone il posizionamento migliore della telecamera.

Alle 17.30 arriva il Guru per strutturarsi per le foto.

Siamo ancora in alto mare. Alle 19 inizieranno ad arrivare gli allievi ed ex allievi per le prove ma quasi sicuramente non riusciremo.

Verso le 18.30 la sala comincia ad animarsi. Sono una trottola. Sento il mio nome ovunque. Arriva Giovanni, ex allievo e mattatore dei fuori programma e faccio velocemente il punto con lui. Lele è concentratissimo per fare i suoni con Fede e finire tutti i collegamenti. Sono le 19 e mancano delle ciabatte… un amico corre a scuola e recupera tutto il possibile. La sala è quasi a posto. Iniziano ad arrivare ex allievi e allievi per le prove, qualcuno entra.

Daniela è un supporto stupendo. Demando a lei moltissime cose, le chiedo di cominciare a prepararsi chè la gente sarà dura da gestire, dato che siamo in ritardo per aprire le porte. Per fortuna non c’è troppo caldo, anzi fuori piove. Arrivano altri amici che daranno una mano a Daniela e cominciano a darsi da fare per blindare le persone.

Alle 20 il brusio è quasi insostenibile. Guardo Lele sudato, ancora vestito come un facchino e lo blocco. Deve andare assolutamente a prepararsi. Mi guarda smarrito ma cede e va dietro le quinte. Ciò che era possibile è stato fatto. Lo staff è pronto. Ormai manchiamo solo noi, Daniela mi raggiunge e mi chiede se può far entrare almeno i posti riservati. La guardo esasperata e do l’ok.

Si parte.

Mi ritiro anch’io dietro le quinte per prepararmi. Aiuto Lele che nel frattempo è riuscito a lavarsi. Indossa gli abiti acquistati per l’occasione: jeans grigio scuro, la maglia e la giacca nera (da tenere rigorosamente col bavero alzato) e le scarpe da tennis bianche. È davvero bellissimo. Lavata, truccata, vestita con il mio splendido abito da sera sembro un’altra persona. Lele mi guarda innamorato, accarezzando con lo sguardo le mie curve sinuose fino ad arrivare ai sandali dal tacco vertiginoso, profondamente commosso e compiaciuto.
Siamo in leggero ritardo ma alle 20.20 Lele dà l’ok con il walkie talkie a Fede e parte la voce fuori campo.

CDCM - Scuola di Musica: saggio di fine annoPronti. Le luci in sala sono basse tutto il teatro è pieno e stanno aspettando.
Giovanni apre la serata con un brano a pianoforte ed al termine dell’esecuzione, dopo un breve discorso, chiama Lele sul palco.
Ci guardiamo. La paura ormai è un ricordo, ci diamo un bacio d’incoraggiamento, ci diamo il cinque e via.

Il saggio è iniziato, Lele sta facendo il suo discorso a braccio ed è bravissimo, non si dimentica nulla. La mia emozione sale alle stelle e quando mi annuncia entro con il cuore che batte a mille. Gli applausi piovono a scroscio. Faccio la mia breve battuta, gli insegnanti, dietro invito di Lele, salgono sul palco. Li premiamo. Vengono chiamati sul palco anche gli allievi decennali e vengono premiati anche loro. Il microfono passa a me e, nel silenzio dell’attesa del pubblico, inizio le mie presentazioni degli allievi che si esibiranno in sequenza. Un minimo di storia di ognuno, giusto due parole, il brano che eseguiranno e l’allievo.
I tempi sono lunghetti e arriviamo all’intervallo assolutamente fuori tempo. I ragazzi ci mettono troppo tempo per arrivare sul palco, scappano appena finito e facciamo fatica a trattenerli sullo stesso per la consegna del diploma. I chitarristi arrivano con la chitarra ancora dentro la custodia e i loro momenti sono lunghissimi minuti di preparazione. Nel secondo tempo cerchiamo di stringere i tempi.
Le esecuzioni sono quasi tutte ottime. Gli allievi di batteria hanno letteralmente delle ovazioni e Lele li segue con tutto l’amore possibile. Si susseguono in un’eccellente scaletta pianisti, chitarristi, batteristi, bimbi di preMusica, cantanti, clarinettista intervallati dai fuori programmi degli ex allievi della scuola.
Giovanni è un po’ lungo con le aperture. Ma tutto è bellissimo. Malgrado alcuni contrattempi tecnici stiamo funzionando alla grande. Il pubblico collabora in rispettoso silenzio. I miei strafalcioni sulle pronunce inglesi e tedesche vengono generosamente perdonati. Ma verso mezzanotte ci ritroviamo con il pubblico dimezzato e noi non siamo ancora a metà del secondo tempo. Si va comunque avanti con coraggio, la stanchezza della giornata comincia a diventare quasi un ossessione. Premiazioni degli allievi e consegna delle targhe ai vincitori. Alla una e venti il saggio si conclude con Lele e Michele sul palco che eseguono una sequenza di brani dei Toto a batteria e percussioni e la gente che esce dalla sala. Malgrado i buchi, la tempistica lunga, due basi su una ventina, partite malino, un rientro assordante su una cassa, un intoppo eccessivo con un maestro di chitarra ed il suo allievo che hanno tenuto palco per oltre dieci minuti per far funzionare il cavo su un ampli, quattro allievi che non si sono presentati, un piccolo che non è salito… malgrado tutto, iniziano a piovere meravigliosi complimenti e la gioia ci sazia il cuore.

Chiudiamo la serata in un pub di amici dove abbiamo fatto preparare una torta per 30 persone e il brindisi. Arriviamo in una dozzina e la torta viene devoluta anche al personale del pub. Ormai siamo allo sbrago. Con il mio bellissimo abito da sera e le fornarine mi sento ancora una regina, anche se a pezzi.
Alle quattro siamo finalmente a letto, stanchi ma felici domani ci attende una lunghissima giornata, alle 10 pronti in teatro per smontare tutto e riportare la scuola nella sua location…

Ringraziamenti (in ordine di come mi ricordo!):
Lele, il mio dolce amore, d’esistere, d’essere così paziente, energico e pieno di passione in tutto ciò che fa.
Mia mamma, che in tre giorni mi ha cucito un abito da favola, ha incoraggiato sia me che Lele in ogni momento.
Mio papà, che si è caricato come un mulo tutte le piante che sono servite a dare un tocco di classe al palco e non ha mai smesso di credere in noi.
I miei bellissimi figli, Federico che ci ha supportati come tecnico audio e facchino, e William che è stato onnipresente ed ha fatto un girato video stupendo.
Daniela, per esserci stata, per aver sudato e gioito con noi, per essere stata il mio braccio destro.
Max Colla, per la sua immensa disponibilità, forza fisica e presenza continua!
Max il Guru, per il servizio fotografico.
Graziano (Osh), Stefano, Patrizia per il servizio d’ordine.
Paolo (Suffi), Giorgia per aver corso all’ultimo momento ed essersi prestati al facchinaggio il giorno dopo.
Gli allievi, che sono davvero tutti bravissimi e ci hanno fatto fare un figurone eccezionale.
Gli ex allievi, che hanno reso i fuori programma dei momenti davvero magici.
Gli insegnanti, che sono uno staff eccezionale.
Giovanni bravissimo mattatore e grandissimo pianista.

Il M° Luigi Giudici per averci lasciato questa bellissima scuola e questo grande sogno da portare avanti: la musica.

Un grazie sincero a tutti voi, che avete letto e siete arrivati fino in fondo, per esserci stati vicini e per aver lasciato sempre meravigliose parole di incoraggiamento!!!

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1 Comment

  1. mariantonietta ha detto:

    solo ora ho letto questa mail,pensavo che fosse stato dimenticato…..visto che Daniele mi aveva detto che non c’era più nulla sul sito….grazie

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