davvero troppo, troppo tempo…

Lo so, è da tempo che non mi sento più integrata in questa bella famigliola di bloggers. Ho trascurato molto le mie conoscenze e anche quegli amici virtuali ai quali mi ero così abituata da “non perdere nemmeno una puntata”.
Alcuni si sono persi definitivamente.
Altri tornano.
Alcuni passano, leggono ma non lasciano i loro pensieri.
A volte penso che il bisogno del commento, di fatto, sia più mio che di chi legge quello che scrivo.

Mi sento di dare qualche piccola giustificazione, specialmente per coloro che mi sono vicini ed hanno, in qualche modo, aperto una chiave di lettura anche sul mio privato e sul reale.

Personalmente ho affrontato un momento di instabilità emotiva, fomentato da forti preoccupazioni familiari.

Qualcuno, tempo fa, mi disse d’essere portatrice di “disturbo bipolare” ma accentuato nel tempo. Ovvero. Ciò che per molti si distribuisce nell’arco di settimane, giorni, io riesco a concentrarlo in poche ore.
Ascese e discese. Continue.
Sconvolgimenti che paiono quasi la soglia di una svolta decisiva: la menopausa.
Sorrido…
Sono troppo giovane.
È vero che ho iniziato tutto troppo presto ma…
Mi piace, quindi, pensare, senza attenuanti, che chi mi appellò ironicamente tale malattia avesse ragione.

Convengo che la convivenza con una persona “disturbata” non deve essere facile.
È un eroe chi ci riesce.
O forse solo molto consapevole, compassionevole e comprensivo.

Ad ogni modo, le peripezie nella vita paiono non finire mai.
S?intraprende il percorso dell’equilibrio e, quando sei convinto d’averlo raggiunto, occorre rincominciare.
Un po’ di sale nella vita non guasta.
Rende più saporito tutto.

Sono strana?
Mannò. Sono sempre io. La piccola Cri.
Ma è un periodo davvero di fermento.

I figli. Accidenti i figli. Che belle creature sanno essere… Soprattutto quando non danno preoccupazioni. Ma allora dove starebbe il divertimento? Sono la vera prova della vita. Ti lavorano ai fianchi, ti sfiniscono e tu devi sempre rimetterti in piedi per essere forte e vittorioso.

L’amore. Ah… l’amour… sentimento misericordioso ed appagante al tempo stesso. Beati coloro che ne hanno. Da dare e da ricevere.
Io sono beata.

Il lavoro. Rosica, rosica. Forse un giorno cambierà qualcosa. Aspetta. Aspetta perché ci sono sempre soprese dietro l?angolo.
Mica ti ho detto che erano belle!

Insomma. Ne più ne meno di tante altre vite. Soffocate dalla realtà perdono il contatto con la fantasia, con l’irreale.
L’unico vero baluardo di pensiero rimasto. Dove l’espressione può essere unica e pura. Dove il sentimento può spaziare senza l’esigenza delle turbative fisiche.
Mah.

Novità.
Venerdì si parte. Roma ci attende.
Ci attendono giornate piuttosto intense.
E questa volta ci terrei a conoscere Rita. Vorrei proprio.
Come vorrei rivedere Medusa, Penelope.
Come vorrei rivedere Grisù.
Come so che rivedrò Daria, grande signora romana e certezza delle nostre gite.

Intanto mi prendo la briga di ringraziare lei, la mia fatina, che ormai ci ha fatto diventare parte della sua bella famiglia ma con la quale, ultimamente, ho lo stesso rapporto che ho con il blog: quasi nullo. Scappa, ogni tanto, la telefonata e, per fortuna, ogni volta, è come ritrovare la propria sorella.
A’ Frà… abbella… che, te posso dì na cosa?
Vabbè… nun te la dico… sennò divento troppo melenza!
Comunque grazie eh…
Ma come de che…
De tutto nooooo???

Una cosa.
Anzi due.
Due baci, più che altro.
nns e Vane preparatela sta guancia?
Scendete?
Scendete…
Petta che mi metto in punta di piedi…
Mica ci arrivo…
Ehmmm…
Ok ok… così va bene!
Bacetto.
Che ve lo meritate.
Sempre.

e poi… una menzione particolare.
Per te,
Gaggio,
che mi sei troppo simpatico,
chè,
in fondo,
ti voglio troppo bene,
chè,
con il tuo modo di scrivere,
hai aperto tutto un nuovo mondo,
chè,
con la tua follia
hai riempito più volte
carta bianca
da portarsi dietro…
non al cesso eh?
anche perchè
quella carta lì
l’è minga bona neh”!
Ciao ciccio.
Fa il bravino neh,
che mi lauri,
ti lauri
ma il tempo
per star chi
a scriver
due stronzate
lo troviamo sempre…

Chiudi no la botega…
Un bacio.

Ciao a tutti.

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APPENDICE:

Serena,
dolce e cara amica che, silenziosa, passi a leggere le mie parole vorrei chiederti scusa.
Sono, le mie, scuse sincere, date anche dall’imbarazzo di tale dimenticanza, che non si giustifica certo in nessun modo.
Sei sempre stata un punto di riferimento, quando la tua casetta virtuale era di libero accesso e aperta a tutti noi.
Oggi, che peraltro è già difficile restare in questo mondo, il tuo tacito passaggio passa nell’ombra ma ogni tua apparizione, per me, sappi che è una gioia.
Vorrei sempre sapere di più ma ultimamente anche le mail sono diventate un mezzo quasi profetico e sibillino…
Va bene, sto cercando delle scuse… e spero tu non me ne voglia.

Se riuscirai, se vorrai, se sarai a Roma… sarò davvero felice di poterti incontrare, magari fosse anche solo per un caffè!
A presto dolcezza…

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