Suona la sveglia. Mi guardo in giro, dalle venezianine il sole fa capolino facendo brillare i pulviscoli di polvere. Che giorno è? Martedì… ma non mi sembra martedì. Non mi va di andare in ufficio. Oggi non mi sento creativa ma ispirata. Ho voglia di scappare, guardo l’armadio sognando di fare la valigia e … no quello non posso. Deve essere una giornata diversa, oggi. Sono le 7, fuori c’è il sole, mi affaccio e le prealpi sono invitanti. Una voglia tremenda di andare al lago. Ok. Oggi niente ufficio. Chiamo i ragazzi, facciamo colazione e poi scappo. Si ma non da sola. Ovvio. Lo chiamo e gli chiedo di fare una follia.
Ho appena lasciato mio figlio davanti alla scuola. Si gira, mi sorride e mi manda un bacio. Lo guardo intenerita. Metto la prima e, prima di partire, compongo il suo numero.
Ciao amore, ti ho svegliato? :) Il solito pigrone… Dai ora ti vengo a prendere e scappiamo. Come hai da fare scusa? Va bene, ok ma puoi rimandare… dai… lasciati tentare…
Ok è fatta. L’ho convinto. Siamo soli, noi e il mondo. Non male no?
Affronto il traffico felice e vado a prendere il mio amore, non desisto nemmeno di fronte ad un ora e mezza di traffico.
Mi guarda sorridente come un ragazzino (accidenti ma lo è!), innamorato perso (accidenti ma è anche quello ahahahah), bello come il sole, sbarbato, profumato, mi abbraccia, mi bacia e mi dice: “E adesso?
Adesso non lo so. Andiamo al lago e poi vediamo ok?

Affrontiamo stoici il traffico verso il lago di Como e intanto chiacchieriamo felici della nostra follia. La giornata è sempre più bella. Arriviamo in un piccolo paese che sembra dimenticato dal tempo e camminiamo sul lungolago silenzioso. La gente è in ufficio, nelle fabbriche, nei negozi e noi lì, come due adolescenti, innamorati fino ad ogni atomo del nostro corpo, che guardiamo l’acqua cristallina da dietro le lenti degli occhiali da sole.
Ridiamo di tutti. Ci inteneriamo dei pochi vecchietti. Adoriamo tutti gli animali e respiriamo l’aria pulita a pieni polmoni.
Affamati corriamo dentro ad una piccola trattoria e ci rifocilliamo.
Non guardiamo mai l’orologio ma sappiamo che, dopo pranzo, è necessario.
Alle cinque iniziano le lezioni e noi dobbiamo esserci.
Ci abbracciamo dimentichi del mondo e benediciamo Dio di averci donato una giornata così bella. Sarà legna da ardere per il nostro camino di ricordi… quanta legna abbiamo!

Rientriamo ebbri del nostro amore.
La vita ricomincia, il tempo ha ripreso a scorrere.

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