Indaffaratamente? indaffarata! Ma è tutta “legna da ardere”.

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Indaffaratamente? indaffarata! Ma è tutta “legna da ardere”.

Mi rendo conto solo ora che il mio ultimo post risale al 26 maggio. Questi quindici giorni mi sembrano letteralmente volati. Ogni giorno cerco di fare un giretto, almeno dai blogger più cari, ma spesso non riesco nemmeno a finire di leggere i post o a lasciare un commento.

Siamo in fermento.

Il 19 giugno, finalmente, il Saggio-Concerto della Scuola di Musica di Lele. Mesi di preparazione ma, si sa, in prossimità degli eventi diventa uno stress fortissimo. Io mi occupo della parte informativa, pubblicitaria, a tutto tondo. Allestimento del palco. Testi da scrivere… eh sì! Quest’anno sarà proprio un grande evento (spero almeno) e con mio immenso onore sarò la madrina del Saggio, quindi presentazione ed un minimo di intrattenimento, supportata da un bravissimo ex allievo che presenterà tutti i fuori programma. Quindi anche l’abito da sera. Sta venendo benissimo, cucito addosso, infatti me lo sta preparando mammina.
Nell’Azienda dove lavoro, tra l’altro, capitano proprio ora tutte le lavorazioni più grosse (ieri sera ho timbrato alle 23,15) già in ritardo sul Natale, pronti per i nuovi cataloghi. Centinaia di foto da ritoccare, scontornare, fotomontaggi da fare… archivio cd con relativi cataloghi delle immagini miniaturizzate.
Ma non basta.
Willy presto affronterà gli esami di terza media (lo stress è più per noi adulti che per lui… pare!) quindi: non lasciamolo solo, altrimenti non studia, a che punto è arrivato, ma la tesina di scienze?
Fede sta attraversando un momento intensissimo, appena uscito anche lui dal periodo di chiusura dell’anno scolastico si è sobbarcato di un secondo lavoro, quindi è spesso di cattivo umore: il fratello fastidioso, la doccia non funziona, ma non c’è nulla da mangiare pronto??
La nostra casetta. Se possibile avanziamo con i lavoretti ancora sospesi ma, naturalmente, sempre a rilento perché si affrontano i problemi uno alla volta.
I rapporti sociali. Pochissimi. Giusto quelli familiari per non far scontento nessuno. Alla sera sono così stanca che praticamente svengo.
Dormo male. Mentre sto chiudendo gli occhi ho la mente che lavora ancora a mille e, il giorno dopo, mi risveglio con il cervello in pappa, come se avessi lavorato tutta notte.
Ma la meraviglia è che tutto va avanti. Funziona. Eccome!!!
La mia vita, la vita di chi mi sta vicino, è intensa, colorata, e mi piace davvero tanto. Tutto questo mi fa sentire davvero, finalmente, viva. Sento gli odori del mondo, i profumi dell’erba tagliata, dell’aria calda quando vado a pranzo. Prendo tutto e conservo amorevolmente, sperando di non scordare nulla, e sorrido pensando che anche questa sarà “legna da ardere” per il camino della mia vecchiaia.

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