Ma le cose… cambiano?
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Ma che cosa ci sta succedendo?… Eh?

Due sere fa ho riascoltato e rivisto il monologo, di Daniele Luttazzi, “Adenoidi”.
Una pippa, qualcuno penserà…
Forse.
Ma non per me.
Che, di recente, ho seguito sempre più da vicino l’attore, fino a quando ho potuto.
Fino a quando ho avuto ancora la mente serena per andare a cercare informazioni su di lui.
Fino a quando ho potuto andarlo a vedere anche di persona.
Fino a quando non sono stata avviluppata dal business di un capo despota, un capo lontano, con il quale non posso parlare, un capo che è anche il tuo capo, sì, il TUO, tuo che leggi, tu che passi… il padrone che ci ha bastonati e rinchiusi in un ovile, proprio come delle pecore, senza rispetto per quello che siamo.
Pecore.

Tornando a Luttazzi.
Ha detto una frase che ha suscitato in me emozioni davvero profonde.
Emozioni di dolore.
La consapevolezza dello sconforto.
Il disagio di voler scappare, fuggire dalla mia realtà.
La coscienza di non avere più una coscienza, visto che la devo aver persa circa? bhè, diciamolo sinceramente, la coscienza l?ho persa quindici anni fa.
Proprio quando ho cominciato ad emozionarmi ed a sentirmi sempre più realizzata per il sogno di lavoro che stavo raggiungendo.

“Quando dici di restare all’interno per combattere il sistema sei già complice del sistema?
(mi perdoni Luttazzi per non averla riportata fedelmente ma, casomai dovessi avere l’onore di averlo mio ospite, ammetterà che concettualmente ho preso il senso della frase)

No.
No,
Io non dicevo di restare all’interno per combattere il sistema.
Io me ne fregavo.
M e n e f r e g a v o.
Me ne sbattevo.
Fingevo.
Chiudevo occhi e orecchie.
Chiudevo tutti i miei sensi.

E adesso?
Com’è la situazione?

Adesso ho rincominciato a capire.
La mente ha cominciato ad aprirsi.
E non è che io stia invecchiando.
E non è nemmeno grazie al blog.
E nemmeno grazie al fatto che ho cominciato ad avere il buon gusto di avere intorno a me gente intelligente. L’ho sempre avuta. Qualcuno ha sempre cercato di portare avanti un contraddittorio, qualcosa che mi scuotesse.
Ed io niente.
Imperterrita.
Ovattata nei miei poveri e meschini pensieri borghesi/consumistici…
Insomma… non è per merito mio.
Ma è per merito suo.
Per merito di quella banda di ladri che abbiamo al governo, chè la banda bassotti gli fa una pippa, macchianera, al confronto, è un gentiluomo… figuriamoci reina.
È lui che si è scoperto.
Che emerge.
Sono loro che finalmente hanno cominciato a farci capire in che razza di paese viviamo.

In che razza di regressione temporale ci hanno portati.

Ma come dobbiamo fare?

Come devo fare, io per prima?
La mia anima è pronta ma ho paura.
Sì.
Lo ammetto.
Ho paura.
Ho persino paura di ciò che sto scrivendo ma devo scriverlo.
E se mi succedesse qualcosa voi lo sapreste.
Ho capito che la fiducia arriva proprio dall?imparare a parlare agli altri. Dallo scoprire i propri sentimenti. Dall?avvicinarsi con argomentazioni più o meno futili ai pensieri di chi ci circonda per scoperchiare una pentola nella quale sta bollendo un unico ingrediente.
La dittatura.
Perché in questi ultimi quattro anni abbiamo subito un golpe.
E possiamo rendercene conto solo tirando le somme.
Solo guardando indietro.

Sì.
Guardando indietro.
E non, NON, n o n …. per fare i nostalgici. Non per ricordare che si stava meglio quando si stava peggio.
Ma per guardare la verità.
Per vedere un paese che rincominciava a vivere dopo essersi leccato le ferite della brutalità di una guerra.
Una guerra.

Dove cazzo sono finite le battaglie che hanno combattuto i nostri genitori?
Giorni e giorni di “pane secco e cipolle” per poter ottenere la libertà?
LA LIBERTA?!!!
La libertà di potersi esprimere,
di pensare,
di lavorare con i giusti diritti,
di vivere.

Non risaliremo la china troppo presto.

E ieri sera il dvd dello spettacolo di Beppe Grillo a Roma.
Beppe sei un grande.
Mi sono addormentata con tutte quelle verità che si possono dire solo tramite vie traverse.

Non ci credo.
I nostri reazionari, oggi, sono dei comici.
Chi combatte per la libertà,
chi ancora si sente di chiederne il diritto,
di urlare che non ne può più?
è gente come Grillo, Sabina Guzzanti, Luttazzi?
le poche, pochissime voci che riusciamo a sentire.
Quel canto melodioso,
quel profumo paradisiaco,
ventilato solo da persone che hanno uno spessore ed una preparazione economico/sociale che va ben donde la comicità.
Gente che legge. Che cerca. Che si informa.
E lo fa per noi.
Perché noi non possiamo. Schiavi del vile danaro e della vita che ci sta facendo a pezzi.
Ci aiuta a cercare.
Ci fa scoprire.
E ci fa soffrire.
Perché la consapevolezza è “peggio” dell’ignoranza.

E la consapevolezza,
non è data dal titolo di studio
non è data dagli anni piegati sui libri…
Perché quando studiamo, siamo controllati. Tutto pilotato. Anche l’educazione al di fuori delle nostre mura.
La consapevolezza
è data dalla presa di coscienza,
dal coraggio di saper ammettere che il superfluo è davvero eccessivo,
che chi mangia sulle nostre teste fa abuso di potere,
che chi governa il nostro Paese
in realtà lo controlla.

Siamo in mano ad un nugolo di gente che è un?elìte.
Una loggia.

Ex piduisti.
Ex mafiosi? ma forse nemmeno ex?
Gente che muove le fila a proprio favore cambiando le regole
di un Paese Civile
trasformandolo in un paese sottomesso,
soggiogato ai voleri dei potenti.

Nessuno. Nessuno ha più il coraggio di dire la verità.
Solo pochi.
E non certo la nostra sinistra.
Noi, noi non abbiamo il coraggio di scendere in piazza e urlare
BASTA!!!

BASTAAAAAAAA!

Ma la rete è un primo passo.
Forse è questo l’unico vero mezzo che ci è rimasto per sollevare le nostre voci.
Quindi è giusto adeguarsi.
Ma senza cedere.
Senza lasciarsi vincere e soverchiare.
Senza ripensamenti.

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Citazioni:
Chi dice di combattere la dittatura dall’interno è già complice.
(Salvador Allende)
Citato da Daniele Luttazzi in Adenoidi 2003

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