Una volta lo facevamo
con niente
con i nostri visi
con i nostri sorrisi
con la voglia di scoprirci.
Fingevamo di conoscerci
solo in quel momento.
Fingevamo di piacerci
ma ci compiacevamo reciprocamente
nel gioco stentavamo a riconoscerci.

Ora, non giochiamo più.
Lasciamo che la vita ci sommerga,
che la tivvù esploda nel nostro mondo,
nella nostra intimità.
Le parole non fruiscono più così leggiadre
anche se aiutate
non arrivano?
e non ci sono più nemmeno i silenzi,
comunque c’è sempre da dire ma
non parliamo di scoperte
né di occhi mai visti.

Domani che farai?
Lavoro? vita? famiglia.
È scappata, finita, lontana?
Dunque non tornerà?
O forse sì?
Non giochiamo più? e mi manca da impazzire
Perché io, dentro, sono sempre
quella lì
e la voglia di ridere non mi è ancora passata.
Malgrado tutto.

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