Nessun episodio in particolare, solo la ricerca di un confronto.

Ultimamente sento dentro di me un fastidioso senso di nevrosi all’impatto di alcune persone. Sono solitamente gente dell’est europeo. Me ne vergogno. Ho sempre pensato che tutti fossimo uguali, nella mia mente spavalda ed aperta di adolescente ho curato e maturato quest’idea. Oggi sono donna e questa cosa non mi calza più. Mi guardo intorno e la pietà spesso si mescola al fastidio, alla seccatura, all’imbarazzo. Mi vivo l’approccio all’extracomunitario in modo profondamente conflittuale e non spesso evito di pensarci per non dover affrontare l’incomodo.

Penso, con dispiacere, che chi è arrivato qui abbandonando il proprio Paese, nella maggioranza delle volte, lo ha fatto per necessità. Ha guardato la tv (ammesso che l’avesse…) o quant’altro, ed ha deciso che sì, l’Italia è proprio un bel posto dove riprovarci. Ne sono sempre lieta, perchè mi vanto di vivere in questo Bel Paese, malgrado tutto. Poi mi guardo in giro. Guardo le loro facce tirate e dure, incattivite dalla vita di ogni giorno e dagli abusi di potere che anche loro, purtroppo, devono sopportare per andare avanti; soprattutto, appunto, della gente dell’Est. E i miei pensieri, senza controllo, partono in elucubrazioni del tipo “ma perchè non torni al tuo paese?” oppure “Perchè non ci hai provato?” … mi chiedo spesso che tipo di estrazione possano avere, quali speranze li possano aver portati qui, e perchè mai oggi si ritrovino ad incutere timore nelle persone che li ospitano fino a rendere le stesse ostili.
Già… timore.
Ma guardo con un po’ di sconforto anche alla nostra società. Bella l’idea di essere multirazziali… ma a me non piace (non è una protesta sto sviscerando con timore un pensiero profondo). In fondo sono una tradizionalista e sento che tanto si sta perdendo grazie anche alla presenza di tante culture così differenti che stanno sradicando la nostra.
Basta guardarsi in giro.
Mi confronto con le persone che ho intorno e sento che per molti di loro la questione è irrilevante. Legati ed imbavagliati dalla propria vita non hanno nemmeno il tempo di considerare se va bene o no.
Ma saranno discorsi di destra?
No. Io non posso fare discorsi estremisti il mio cuore è sempre stato molto rosso e comunque, oramai, sono apolitica.

La voglia del confronto è grande. Ma di più per me è importante vedere meglio anche al di là delle mie dirette conoscenze per aiutarmi ad aprire la mente e placare le mie sciocche “nevrosi”.

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