… di notte non dormo.

Ma quante cose sono occorse negli ultimi anni? Che siano volati è dire poco… Ogni tanto prendo coscienza dei cambiamenti e mi commuovo e, mentre sono commossa, mi guardo in giro, sulla rete, e sono connessa alla ricerca del mio passato e del mio presente. Trovo, guardo, sorrido, ripenso, mi arrabbio, mi intenerisco, imparo e leggo e intanto salto di palo in frasca…

Stasera ho letto un post sui milioni e milioni di dati che Facebook (e social similari) si “pappano” a spese di tutti noi che, praticamente, non sappiamo molto di che fine fanno (i dati, per intenderci) e mi ha fatto riflettere, come al solito quando penso a questa cosa, valutando, più o meno ironicamente, la possibilità di cancellarmi completamente dal web. E se da un lato, ormai molto piccolo devo ammetterlo, la tentazione di cancellarmi da questa faccia sociale è molto forte, dall’altro prevarica il senso della logica dove, comunque, ho la consapevolezza che ormai quanto è stato condiviso è di dominio, più o meno, pubblico e, comunque, non sarebbe mai spazzato via in generale ed in assoluto. Quindi, concludo, tantovale restarci e, ovviamente, ci resto.

La rete mi piace, proprio come mi piace la vita reale, anzi il nostro mondo. Apprezzo molto di più ciò che vedo ma ho capito di essere un po’ più in difficoltà nelle relazioni sociali. Saranno i pensieri, le preoccupazioni… non so, però ho scoperto di essere molto meno “ridanciana” di una volta e parecchio più cinica. Ho perso, sicuramente, molte insicurezze che nell’adolescenza e nella mia giovane età mi hanno tormentata, forse grazie anche al passaggio alla mia “nuova vita” ma, sfortunatamente, ho sempre l’espressione un po’ triste e pensierosa. Quando me ne rendo conto, magari perchè per sbaglio incrocio il mio viso allo specchio, cerco di sorridere ma il risultato, poichè innaturale, appare molto stiracchiato e poco piacevole.

Comunque, tornando alle cose belle, in questi giorni mi piace ripensare all’ultima gita, un  po’ di lavoro un po’ di piacere, fatta a Riva del Garda, in occasione dei Tweet Awards.

cristina usai riva del garda ta11

Riva l’ho scoperta con Lele l’anno passato, proprio per la stessa occasione, ed è come se avessi avuto una folgorazione. Sono rimasta incantata dalla bellezza e dalla pace che ho provato nel passeggiare in questa bellissima cittadina affacciata sul lago di Garda, che mi ha letteralmente rubato il cuore. Che non amo camminare ormai è noto a molti, se non a tutti quelli che mi conoscono, però, devo ammetterlo, in quel posto incantato mi sono addirittura sprecata. In realtà di più l’anno passato, ma anche di quest’anno mi è rimasto un buon ricordo che mi sta accompagnando, e la tarda fioritura d’autunno, che quest’anno fino all’altro ieri è stato clemente (forse fin troppo) concendendoci temperature addirittura estive, mi ha sorpresa in un incanto profumato e colorato. Abbiamo riprovato il piacere, seppure molto molto breve, di camminare di nuovo come due innamorati felici, dimentichi della fretta quotidiana, dell’assillo del nostro lavoro che, seppure amiamo tanto, fa sempre parte di ogni momento della nostra esistenza. Abbiamo scoperto un negozietto, Luna Chiara, che ha in vendita dei gioielli artigianali di una bellezze incredibile, abbiamo chiacchierato amabilmente con i proprietari, Stefano e Francesca, che sono di una squisitezza fuori dal comune e, infine, Lele mi ha regalato un anello a fascia in argento, incastonato di splendide pietre sberluccicanti, rendendomi felice come una bimba…

Insomma un piccolo fin settimana che mi ha fatto ragionare sul fatto che è utile, addirittura necessario se non fondamentale, dedicarsi un po’ di tempo fuori dal mondo, per ritrovare il piacere di scoprirsi e di riscoprire quello che ci circonda e poi, diciamocelo, essere in un ambiente in cui tutti condividono grazie alla rete mi ha fatto sentire a mio agio, guardarmi in giro e vedere tipi come me mi ha fatto sorridere e, improvvisamente, ho pensato a come ci sarebbe potuta stare li una persona che non ha alcuna affinità con i social o i blog. No. Non avrebbe avuto senso e il senso di nicchia e di esclusività, per un momento, mi ha pervasa completamente. Ragionandoci, poi, ho pensato che, rispetto ai raduni delle chat (di un milione di anni fa) o per risalire al periodo preistorico ai raduni dei radio-amatori, dove la conversazione non era semplice, in questo frangente è molto più semplice ritrovare la spazialità che si vive nella vita reale, e raramente ho provato la frustrazione della barriera del monitor.

Lo so. Il ragionamento è venuto fuori un po’ contorto. Forse, visto che sono le cinque e tra venti minuti suona la sveglia, è meglio se vado a riposarmi…

 

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