Sabato sera, siamo andati a vedere il filmone “La guerra dei mondi”.

Quale premessa direi solo che non ho mai letto il libro di Welles poiché già il titolo, di per sé, non mi ha mai affascinata. Quel poco che ho visto, in passato, legato a questo libro sono pochi stralci del vecchio film che per primo lo ha interpretato. Non mi sono piaciuti. Per quanto io sia una grande appassionata di fantascienza ho, come tanti, presumo, le mie preferenze sui filoni da seguire e la fantascienza terrestre non è uno di questi.
Malgrado questo mi sono lasciata intrigare dalla regia di uno Spielberg che non ha deluso in passato e da un buon attore quale Cruise.
Di sicuro questo film non rende merito a nessuno dei due o, meglio dire, li rende decisamente atipici ai miei occhi profani.

Il film ha, indubbiamente, grandi effetti scenografici (come ormai ci si aspetta da un qualsiasi film americano che li richieda) ma a parte il titolo, l’intro e la chiusura, penso che poco abbia a che vedere con quello che Orson Welles volesse significare con il suo scritto.

Se ne avrò la voglia e il tempo mi riserverò di leggerlo ma sono certissima che non avrò modo di ricredermi.
Campi stretti.
Performance mediocre.
Incongruenze scientifiche.
Paradossi di vita.
Storia ordinaria.
Cupezza.
Sgomento.

Finale scontato e di una tale banalità da lasciare senza parole.

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La fine dell’eternità, di I. Asimov

Ho bevuto in soli due giorni questo libro. Avevo rinunciato a Asimov da ragazzina dopo aver letto un mattone immenso che non mi riusciva mai di finire.
Lunedì scorso, insieme a mio figlio Willy e a Lele, siamo andati in libreria. Abbiamo fatto incetta di ogni cosa potesse interessarci (è un periodo di letture questo…) e, per me, ho scelto una serie di libri economici di fantascienza. In modo monotono otto libri tutti di Asimov. Lette le trame mi sono già vista sdraiata sotto l’ombrellone a fantasticare. Ma, la sera stessa, non ho resistito e ho cominciato a leggere quello che, a livello di trama, mi sembrava più interessante.
Bevuto.
Non riuscivo mai a staccare gli occhi dalle parole e dai contenuti. Anche quando non leggevo rivivevo la storia nei miei pensieri.
Potrei affermare, chiudendo il libro, d’aver letto il miglior libro di fantascienza. Una storia opportunamente costruita che sposta l’immaginario in una dimensione differente. I viaggi nel tempo vengono adeguatamente ipotizzati e aprono la mente al desiderio di capirne di più sulla fisica quantistica.
Ben veicolato.
Armonico.
Interessante.
In crescendo.

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